Priorità di tempo o di apertura – 2 modalità di scatto
Nelle passate settimane abbiamo parlato dell’esposizione e dei tre elementi che la determinano: Apertura, Tempo di posa e ISO, scoprendo come ognuno di questi elementi sia determinante per il risultato che si vuole ottenere. Ora facciamo un’ulteriore passo avanti esaminando due modalità di scatto (che io utilizzo molto frequentemente in caso abbia poco tempo per pensare) e che le buone fotocamere implementano:
Modalità a priorità di tempo e modalità a priorità di apertura
Una piccolo preambolo
Abbiamo visto come i tre elementi che compongono il triangolo dell’esposizione siano strettamente dipendenti l’uno dall’altro, in particolar modo l’apertura del diaframma e la velocità dell’otturatore (o tempo di esposizione o tempo di posa).
Aumentando l’apertura si lascia penetrare più luce. Di conseguenza sarà necessario un tempo di esposizione minore.
Al contrario, se aumentiamo il tempo durante il quale il nostro otturatore rimane aperto, dobbiamo ridurre la dimensione del diaframma per ottenere una fotografia bene esposta.
Le modalità a “priorità”
Le modalità a priorità di Tempo e di Apertura sono dette “Semi-automatiche” o “Semi-manuali“, dal momento che la metà delle decisioni viene presa dal fotografo, mentre l’altra metà sono elaborate automaticamente dalla fotocamera. Cerchiamo di capire nel dettaglio come funzionano:
Modalità a priorità di apertura
(indicato di solito col simbolo ‘A’ o Av’ sulla fotocamera)
Questa modalità viene utilizzata quando il fotografo desidera scegliere l’apertura del diaframma che più gli è congeniale, lasciando alla fotocamera il compito di settare il tempo di esposizione, in modo che la foto risulti ben esposta.
Quando è più indicato utilizzare la modalità a priorità di apertura?
(foto di Daniel the Glenn)
Come sappiamo, l’apertura del diaframma influenza la profondità di campo di una fotografia cioè la porzione di immagine che sarà a fuoco. Massime aperture del diaframma creano foto dove una porzione del soggetto è a fuoco, mentre aperture minori generano immagini con una nitidezza continua, sia nei primi piani che nello sfondo.
Se vogliamo quindi avere un controllo totale sulla profondità di campo, allora è consigliabile affidarsi alla modalità a priorità di apertura: noi settiamo l’apertura e la fotocamera compensa l’esposizione decidendo il giusto tempo di esposizione. Non dobbiamo più scervellarci, come facevamo in fotografia tradizionale, per trovare il giusto compromesso fra i due elementi.
Tenete sempre a mente, che se utilizziamo aperture minori del diaframma, la fotocamera tenderà ad aumentare il tempo di esposizione, che nel caso si allunghi a più di 1/60 di secondo, genererà con molta probabilità delle foto mosse; in questo caso ricordate sempre di utilizzare un cavalletto
Modalità a priorità di tempo
(indicato di solito col simobolo Tv o S)
In questa modalità di scatto, il fotografo sceglie il tempo di esposizione e lascia alla fotocamera la scelta dell’apertura del diaframma.
Quando è più indicato utilizzare la modalità a priorità di tempo?
(fotografia di petervanallen)
Il tempo di esposizione determina la nitidezza di una fotografia, soprattutto quando i soggetti sono in movimento (l’acqua di una cascata per esempio); elevate velocità di scatto “congelano il movimento”, mentre tempi più lunghi creano scie nei soggetti in movimento.
Se quindi volete concentrarvi su questo dettaglio, scattate in modalità a priorità di tempo.
Al contrario della modalità a priorità di apertura, qui dovete tenere a mente che tempi molto brevi di scatto impongono grandi aperture, che, come detto prima, influenzano la profondità di campo della vostra fotografia.
Praticate le due modalità
Come abbiamo visto, queste due modalità ci danno un maggior controllo sulla nostra immagine senza comprometterne l’esposizione, ma richiedono inizialmente un pò di pratica.














bell’articolo (la mia fotocamera non ha queste funzioni ma è sempre utile ripassare i vari concetti). Un solo errore: nella descrizione della modalità a priorità di tempo correggi la domanda
“Quando è più indicato utilizzare la modalità a priorità di apertura?”
per il resto articolo interessante e comprensibile come sempre. ciao!
Grazie per la segnalazione! mi sono fatto prendere dal copia-incolla (che pigro) e non ho cambiato il termine.
Che fotocamera hai? Una reflex digitale?
eh magari!!!!!! Ho una semplice digitale (che però per me basta e avanza
) nikon coolpix L12
Queste tecniche si riferiscono all’utilizzo di una reflex digitale; le fotocamere automatiche sono tali perchè non permettono un controllo “fisico” sull’esposizione, anche se in qualche modo lo simulano.
Perchè non passi ad una reflex? oggi i prezzi sono molto competitivi. Pensaci!
per ora non ho i soldi per farlo…ultimamente ho dovuto spendere un pò per abbigliamento e altre cose, e in ogni caso la fotocamera ha solo 5 mesi….
complimenti le spiegazioni sono veramente comprensibili ed esaurienti
specialmente per una principiante come me! io uso una canon350 ma ho tantissimo da imparare anche se il mio scatto e dettato dal istinto bisogna anche imparare la tecnica!!
“Il tempo di esposizione determina la nitidezza di una fotografia”.
Parzialmente sbagliato.
Marco dire semplicemente “parzialmente sbagliato” non ti rende superiore culturalmente a chi invece si è preoccupato di scrivere un post che io ritengo interessante.
Se vuoi, puoi spiegare il perchè di questa tua considerazione, e dare più credibilità alle tue parole.
Complimenti per il blog
Sono un profano. Mi piace l’astrofotografia ma non posso ancora permettermi una CCD. Vorrei sapere se qualcuno conosce una buona reflex digitale con tempi di apertura superiori alle 2 ore. O meglio: esistono?
Grazie!
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