Perchè il microstock non è arte

18 gennaio 2010 351 visualizzazioni 2 Commenti|
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La realizzazione di un’immagine è senza dubbio un processo creativo. Per questo, molti fotografi e grafici si ritengono, almeno in parte, degli artisti. Ma quando si tratta di vendere delle immagini nel mondo dei microstock, è davvero possibile definire “arte” questi lavori?

La definizione di cosa sia arte e cosa no è sempre stata motivo di animate discussioni e continuerà sicuramente ad esserlo. Quindi, di seguito, darò solo il mio personale punto di vista al riguardo. A mio parere ci sono un paio di punti dove i concetti di arte e microstock sono fondamentalmente diversi:

1. Personalità  vs. Anonimato

Tutte le opere d’arte hanno un creatore. Solitamente gli artisti sono orgogliosi dei propri lavori e li pubblicano a loro nome ed eventualmente firmandoli. C’è sempre una connessione diretta tra artista ed opera.

Nel microstock, in genere, le immagini sono utilizzate anonimamente. Gli acquirenti possono vedere l’identità del creatore ma, quando le immagini vengono pubblicate, il suo nome raramente viene divulgato ed in quel caso è nascosto da qualche parte nel testo in minuscolo.

2. Unicità  vs. mercato di massa

Per quanto mi riguarda, un’opera d’arte deve avere un aspetto di unicità. Ciò non significa che non debba essere riprodotta e distribuita, bensì che deve essere fatto in un contesto dove le viene riconosciuta l’importanza che merita.

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Le immagini dei microstock sono fatte per essere vendute in grandi quantitativi e il più delle volte il loro uso è puramente illustrativo. Potrebbero essere inserite in situazioni a cui il creatore non avrebbe mai pensato.

3. Ispirazione vs. scopo

L’arte esiste perchè l’artista vuole crearla. Punto. Se alla gente piace, tanto di guadagnato. A volte gli artisti vogliono inviare un messaggio, altre volte vogliono solo creare qualcosa che sia bello da vedere. Certamente anch’essi hanno bisogno di soldi per vivere, come chiunque altro. Perciò, se vedono che la loro arte non raccoglie consensi, potrebbero cercare di cambiare stile. Non bisogna vergognarsi di creare qualcosa solo per venderla. Tuttavia, l’ispirazione di un vero artista sarà sempre la sua immaginazione e non il gusto del pubblico.

E’ altresì evidente che le immagini dei microstock sono create per essere vendute, ma c’è  una differenza notevole rispetto all’arte, e che ritengo essere a dir poco fondamentale. Nei microstock, le immagini vengono acquistate non per piacere ma per uno servire a uno scopo.

I bravi creatori che lavorano nei microstock cercano di realizzare immagini in base alle necessità di chi dovrebbe comprarle. I loro obbiettivi sono le agenzie di comunicazione e i pubblicitari. Ma questo non implica che debbano mettere da parte il loro stile personale o clonare i concorrenti di successo. Per distinguersi dalla massa devono mantenere la loro personalità senza smettere di attirare i potenziali acquirenti. Ritengo che questo sia l’aspetto più importante dei microstock. Riuscire ad ottenere un equilibrio in questo senso è la chiave per avere successo nel mondo dei microstock.

2 Commenti »

  • Perchè il microstock non è arte | Fotografia digitale blog - Corso … | Corsi said:

    [...] Go here to read the rest:  Perchè il microstock non è arte | Fotografia digitale blog – Corso … [...]

  • Mattdamon said:

    Ciao a tutti scusate l’OT ma volevo chiedere se cè un forum in cui mi posso iscrivere per avere qualche info sulle fotocamere.
    Grazie mille in anticipo Matteo

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