Introduzione al concetto di "Temperatura di colore"

22 luglio 2008 10.820 visualizzazioni 3 Commenti |

La luce, durante l’arco della giornata, non è mai uguale, e non parliamo soltanto di intensità, ma anche di colore: a mezzogiorno è bianca, mentre al tramonto è rossa o blu col cielo terso.

Questa variazione cromatica della luce viene definita come temperatura di colore View definition in a new window che si misura in gradi Kelvin (K) secondo una scala che va da 1000 (rosso) a 10.000 (blu).

Quando parliamo di temperatura di colore, non ci riferiamo esclusivamente alle variazioni cromatiche generate dalla luce del sole, ma anche da tutte le sorgenti luminose artificiali quali ad esempio una candela, una lampadina al tungsteno, una lampada da studio, un flash elettronico.

Scala della temperatura di coloreTuttavia, questa fonti luminose non riescono ad equiparare l’ intensità della luce solare, per cui la loro temperatura di colore non supera mai i 6000 Kelvin (del flash elettronico).

Qui a sinistra potete osservare un diagramma che mostra la scala dei valori della temperatura di colore con le corrispondenti fonti luminose (cliccate per ingrandirla).

Come si può notare, la luce fioca della candela genera una temperatura di colore molto bassa, mentre all’ estremo opposto abbiamo un cielo terso e azzurro.

La creazione di questa scala deriva dalla necessità di trovare un colore neutro per l’ illuminazione (bianco).

foto di

A differenza dell’occhio umano che tende ad assuefarsi ai cambiamenti di colore (se stiamo di notte alla luce di una lampada al tungsteno dopo un pò la vedremo bianca), il sensore della fotocamera riproduce i colori così come li vede (nella foto accanto è evidente la dominante di rosso dovuta all’illuminazione artificiale della scena con una lampadina al tungsteno – foto di sheilapane).

Di qui la necessità di correggere in qualche modo la temperatura di colore mediante il cosiddetto “bilanciamento del bianco View definition in a new window” che consiste nell’ aggiungere il colore opposto a quello dominante della scena per annullarlo ed ottenere un bianco il più possibile neutro, per cui con temperature di colore tendenti al rosso, la fotocamera aggiungerà del blu per bilanciare e viceversa.

Molte fotocamere posseggono varie modalità di bilanciamento del bianco per ovviare alle comuni situazioni in cui se ne presenti la necessità, come in interni con luce artificiale, con cielo nuvoloso ecc.

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3 Commenti »

  • aikitux said:

    dipende anche dall’effetto che si vuol dare alla fotografia: non sempre (a fini artistici) è necessario bilanciare i colori.

  • andy2000 (author) said:

    Certo, la fotografia artistica trascende dai principi fondamentali della fotografia, ma tutti i grandi fotografi, partono dalla regola per poi infrangerla.
    Ottima osservazione!

  • Photolearner said:

    Vero se si vuole dare un determinato effetto alla fotografia il bilanciamento non è fondamentale…ma questo misurare il colore e la perfezione o della realtà per percepire i veri colori è fondamentale nelle foto di still life.

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