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	<title>Fotografia digitale blog - Corso di fotografia digitale, corsi, fotografia, reflex, nikon, canon &#187; esposizione</title>
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	<description>Scuola di fotografia digitale, foto d'autore, techniche fotografiche, fotoritocco</description>
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		<title>Controllo del contrasto estremo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Gavagnin</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia con la luce]]></category>
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		<description><![CDATA[
Con le tecnologie con cui vengono costruite le fotocamere  di oggi, oramai, difficilmente si incorre in problemi di esposizione, anche in situazioni di scarsa illuminazione. Tuttavia, potrebbe succedere di  incorrere in una scena il cui contrasto potrà dare dei problemi anche alle migliori fotocamere. Se non si ottengono immagini con l’esposizione desiderata, il risultato risulta sempre deludente.
Una delle sfide che tutti i fotografi si trovano a combattere è la comprensione di come la macchina fotografica &#8220;interpreta e vede il mondo&#8221;. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/1621/controllo-del-contrasto-estremo/attachment/photo1-2/" rel="attachment wp-att-1622"><img class="size-large wp-image-1622 aligncenter" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/11/photo11-574x353.jpg" alt="" width="574" height="353" /></a></p>
<div>Con le <strong>tecnologie</strong> con cui vengono costruite le <strong>fotocamere</strong>  di oggi, oramai, difficilmente si incorre in problemi di <strong>esposizione</strong>, anche in situazioni di <strong>scarsa illuminazione</strong>. Tuttavia, potrebbe succedere di  incorrere in una scena il cui contrasto potrà dare dei problemi anche alle migliori fotocamere. Se non si ottengono immagini con l’esposizione desiderata, il risultato risulta sempre deludente.</div>
<div>Una delle sfide che tutti i fotografi si trovano a combattere è la comprensione di come la macchina fotografica &#8220;interpreta e vede il mondo&#8221;. In alcune situazioni  la <strong>fotocamera vede la luce</strong> e <strong>l’ombra</strong> a un punto tale che intende enfatizzarle in modo che il soggetto tende quasi a scomparire.</div>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/1621/controllo-del-contrasto-estremo/attachment/photo2-2/" rel="attachment wp-att-1623"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1623" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/11/photo21-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<div>Questo è molto comune quando ci si trova di fronte ad una <strong>scena molto contrastata</strong>, dove le parti più brillanti sono <strong>molto luminose</strong> e le <strong>ombre</strong>, al contrario, sono molto scure.</div>
<div>Dato che i nostri occhi si adattano molto facilmente, vediamo nel dettaglio le aree luminose contemporaneamente a quelle scure. <strong>Non c’è macchina fotografica capace di simulare questa nostra capacità</strong>. La fotocamera è limitata nella sua risposta a quella scena ed è in grado esclusivamente di affrontare ciò che la sua tecnologia le permette di fare.</p>
<p>Quando ci si trova di fronte ad una situazione in cui il <strong>contrasto</strong> è particolarmente <strong>estremo</strong>, aiuta di molto la consapevolezza che <strong>la fotocamera non sarà in grado di ritrarre</strong> quello che il nostro occhio percepisce. È possibile vedere il problema direttamente riprodotto sul display LCD che mostrerà una luce estremamente contrastata piuttosto che un piacevole ritratto del soggetto.</div>
<div>Così come dobbiamo comportarci in una situazione estrema come questa?</div>
<div>Ci sono quattro regole fondamentali da tenere presente:</div>
<h3></h3>
<h3>1. Un reale compromesso sull’esposizione non esiste</h3>
<div>Molti fotografi considerano come compromesso un’<strong>esposizione a metà strada</strong> tra le parti più luminose e quelle più scure della scena. Questa idea, in realtà, funziona abbastanza bene se si lavora con<strong> pellicola in bianco e nero</strong>, ma non è ottimale per la fotografia digitale a colori. Quello che succede è che né le aree luminose né le aree scure hanno una buona esposizione. Quando le <strong>aree luminose sono sovraesposte</strong> perdono colore e consistenza; quando le <strong>zone scure sono sottoesposte</strong> perdono colore e struttura.</div>
<h3>2. Esporre per le luci</h3>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/1621/controllo-del-contrasto-estremo/attachment/3c/" rel="attachment wp-att-1627"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1627" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/11/3c-150x150.jpg" alt="" width="88" height="88" /></a></p>
<div>Esporre in modo che le <strong>aree più luminose appaiano al meglio</strong> dimenticando le zone più scure può essere una buona tecnica. Ciò richiede una ricerca accurata di un’area luminosa che permetta la perdita del dettaglio nelle aree scure. Può essere un modo estremo per riprendere scene con <strong>esposizioni particolari</strong> a patto che la zona chiara su cui basare l’esposizione sia ben definita nella scena.</div>
<h3>3. Esporre le ombre</h3>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/1621/controllo-del-contrasto-estremo/attachment/3c/" rel="attachment wp-att-1627"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1627" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/11/3c-150x150.jpg" alt="" width="88" height="88" /></a></p>
<div>Con questa tecnica si lavora per ottenere un’<strong>esposizione che renda le ombre o le zone scure</strong> con buon colore e tonalità, anche se le aree con maggiore luminosità rimarranno meno dettagliate e spesso appariranno &#8220;bruciate&#8221;.</div>
<div>È importante essere certi che le aree scure siano parti ben dettagliate nella scena e che non vi sia nessun punto critico nella zona luminosa sovraesposta. Inoltre è fondamentale distrarre l’attenzione dello spettatore dalle zone luminose.</div>
<h3>4. Prova HDR</h3>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/1621/controllo-del-contrasto-estremo/attachment/photo3-2/" rel="attachment wp-att-1624"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1624" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/11/photo31-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<div><strong>High-dynanic-range</strong> è una tecnica che permette di andare oltre ai limiti della fotocamera per catturare qualcosa di estremamente vicino alla realtà. Molti fotografi hanno colto solo le applicazioni creative dell’<strong>HDR</strong>, ma queste sono solo una piccola parte delle sue potenzialità. L’HDR consente di <strong>ripetere più scatti della stessa scena</strong>, ognuna con una propria esposizione e catturando in questo modo un maggior numero di dettagli rispetto a quello che permetterebbe la singola esposizione.</div>
<div>Poi, grazie all’ausilio di semplici software (come ad esempio <strong>Nik Software HDR Pro</strong>) in grado di combinare le diverse immagini si può ottenere una fotografia finale ben esposta e ricca di dettagli.</div>
<h3>A volte bisogna dire di no</h3>
<div>A volte semplicemente non è possibile ottenere una buona fotografia da un soggetto o scena con luce particolare.Tutto ciò che si proverà sarà semplicemente frustrante.</div>
<div>È necessario entrare nella mentalità che <strong>non sempre si può scattare una foto che ritragga fedelmente la realtà</strong>, ma basta ricordare che, come diceva Shakespeare, siamo fatti della stessa sostanza dei sogni <img src='http://www.fotografia-digitale.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </div>
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		<title>Sunny 16 &#8211; Una semplice regola fotografica</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/933/sunny-16-una-semplice-regola-fotografica/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[Tips & tricks]]></category>
		<category><![CDATA[apertura del diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[principi fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[regola sunny f/16]]></category>
		<category><![CDATA[regole di fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[segreti di fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[
La regola Sunny f/16 o Sunny 16 è un espediente mnemonico utilizzato dai fotografi per ricordare una particolare impostazione per la corretta esposizione alla luce solare. Inizialmente elaborato per la fotografia su pellicola (il che è ovvio, dato che molte delle &#8220;regole di base&#8221; che circolano in questo ambiente, come la suddetta, nascono per la fotografia su pellicola)  per aiutare a stabilire l&#8217;esposizione senza l&#8217;uso di esposimetri, Sunny 16 può essere applicato anche alla fotografia digitale.
La regola di base ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/04/sunny_day.jpeg" rel="lightbox[933]"><img class="aligncenter size-large wp-image-934" title="Regola del f/16" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/04/sunny_day-574x430.jpg" alt="Regola del f/16" width="402" height="301" /></a>
<p style="text-align: left;">La regola Sunny f/16 o Sunny 16 è un <strong>espediente mnemonico</strong> utilizzato dai fotografi per ricordare una particolare impostazione per la corretta esposizione alla luce solare. Inizialmente elaborato per la fotografia su pellicola (il che è ovvio, dato che molte delle &#8220;regole di base&#8221; che circolano in questo ambiente, come la suddetta, nascono per la fotografia su pellicola)  per aiutare a stabilire l&#8217;esposizione senza l&#8217;uso di esposimetri, Sunny 16 può essere applicato anche alla <strong>fotografia digitale</strong>.<span id="more-933"></span></p>
<blockquote><p><em>La regola di base afferma che, in una giornata di sole, il fotografo deve impostare l&#8217;apertura del diaframma a f/16 e la durata dell&#8217;esposizione all&#8217;incirca dello stesso valore in centesimi di secondo, in rapporto all&#8217;ISO in uso.</em></p></blockquote>
<p><!--adman--><br />
Per esempio, se il fotografo sta scattando ad ISO pari a 100, la durata di esposizione dovrà essere circa 1/100, massimo 1/150. Con ISO a 200, velocità di apertura pari a 1/200, massimo 1/250 e così via.</p>
<p>Le corrispondenze di <strong>f-stop, ISO e durata di esposizione</strong> possono essere appicati ad ogni condizione di luce, con piccole variazioni:</p>
<ul>
<li><strong>f/16 &#8211; soleggiato, ombre distinte</strong></li>
<li><strong>f/11 &#8211; leggermente nuvoloso, le ombre hanno i bordi sfumati</strong></li>
<li><strong>f/8 &#8211; nuvoloso, le ombre si vedono appena</strong></li>
<li><strong>f/5.6 &#8211; molto nuvoloso, ombre non visibili</strong></li>
</ul>
<p>Con l&#8217;opzione di autoesposizione presente sulle fotocamere odierne è facile che il grosso del lavoro lo faccia automaticamente la macchina. Tuttavia, quando si scatta è sempre bene tenere a mente le regole di base della fotografia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capire le modalità di misurazione dell&#8217;esposizione in una reflex digitale</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/841/capire-le-modalita-di-misurazione-dellesposizione-in-una-reflex-digitale/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[capire l'esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[media pesata al centro]]></category>
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		<category><![CDATA[misurazione parziale]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione spot]]></category>
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		<description><![CDATA[Le fotocamere digitali attuali permettono agli utenti di scegliere e regolare la modalità di misurazione dell&#8217;esposizione, ossia il modo in cui la fotocamera misura la luminosità del soggetto.
La regolazione di tale modalità viene fatta valutando la quantità di luce disponibile per lo scatto, ed in base ad essa si determina l’esposizione. Tuttavia, a volte, utilizzando le modalità Program, A Priorità di Tempo (Shutter Priority) o a Priorità di Apertura (Aperture Priority), la fotocamera non è sufficientemente intuitiva da impostare la giusta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/01/metering.png" rel="lightbox[841]"><img class="alignleft size-full wp-image-843" title="Modalità di misurazione dell'esposizione" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/01/metering.png" alt="Modalità di misurazione dell'esposizione" width="307" height="247" /></a>Le fotocamere digitali attuali permettono agli utenti di scegliere e regolare la modalità di misurazione dell&#8217;esposizione, ossia il modo in cui la fotocamera misura la luminosità del soggetto.<br />
La regolazione di tale modalità viene fatta valutando la quantità di luce disponibile per lo scatto, ed in base ad essa si determina l’esposizione. Tuttavia, a volte, utilizzando le modalità <em><strong>Program</strong>, <strong>A Priorità di Tempo (Shutter Priority)</strong> </em>o<em> a <strong>Priorità di Apertura</strong> (<strong>Aperture Priority</strong>)</em>, la fotocamera non è sufficientemente intuitiva da impostare la giusta esposizione.<br />
Fortunatamente, il fotografo ha la possibilità di modificare manualmente le impostazioni della <strong>modalità di valutazione dell&#8217;esposizione </strong>utilizzata dalla fotocamera (consultate il manuale della vostra fotocamera per vedere come cambiare le impostazioni sul vostro modello).<span id="more-841"></span></p>
<p>Nelle reflex digitali solitamente troveremo questi 3 tipi di valutazione:</p>
<h3>Misurazione Valutativa (Evaluative metering)</h3>
<p><em><span style="font-style: normal;">E&#8217; l&#8217;impostazione di default di molte fotocamere. La fotocamera <strong>imposta automaticamente la modalità di esposizione</strong>, per valorizzare la scena e il soggetto della fotografia. L&#8217;intera scena visibile dal mirino della fotocamera viene utilizzata per impostare il valore di esposizione più adatto. Questa è la modalità che dovete utilizzare quando non siete sicuri di quale sia quella più adatta alla scena.</span></em></p>
<h3>Misurazione Parziale o Spot (Partial metering)</h3>
<p><em></em>Questo tipo di modalità di esposizione è utile per fotografare soggetti in controluce. L&#8217;esposizione viene determinata in base alla parte centrale dello scatto &#8211; un&#8217;area molto piccola del fotogramma (in alcune fotocamere la misurazione Parziale e Spot si presentano separate e differiscono per la dimensione dell&#8217;area destinata a misurare  l&#8217;esposizione, nella parziale circa l&#8217;8% dell&#8217;area al centro del mirino e la spot circa il 3,5% &#8211; vedi immagine ad inizio post).<br />
Usate questa modalità quando volete basare l&#8217;esposizione della vostra fotografia su un’area molto specifica. Ma fate attenzione che in taluni casi, misurando in zone scure dell&#8217;immagine, la foto potrebbe risultare sovraesposta in altre invece ben illuminate.</p>
<h3>Misurazione media pesata al centro (Center-weighted Average metering)</h3>
<p><em></em>Questa modalità di esposizione dà priorità alla <strong>porzione centrale della fotografia</strong> ma tiene anche in considerazione le parti attorno al fotogramma in questione.<br />
Praticamente si tratta di una via di mezzo tra le modalità <em><strong>Valutativa</strong> </em>e <em><strong>Parziale</strong></em>. Usate questa impostazione quando il soggetto è al centro della fotografia ed ha una corretta esposizione, in modo che non risenta dell’esposizione dello sfondo.</p>
<p>Vediamo un esempio pratico. Questa immagine è stata scattata utilizzando 4 tipologie di valutazione dell&#8217;esposizione da parte della fotocamera (sotto i dettagli).</p>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/01/misurazione-esposizione.jpg" rel="lightbox[841]"><img class="aligncenter size-large wp-image-842" title="Misurazione dell'esposizione" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/01/misurazione-esposizione-574x430.jpg" alt="Misurazione dell'esposizione" width="574" height="430" /></a></p>
<p>1. Modalità completamente automatica (1/50s, f/5.6);<br />
2. A priorità di apertura, <strong>misurazione valutativa</strong> (1/25s, f/4.5);<br />
3. A priorità di apertura, <strong>misurazione parziale </strong>(1/60s, f/6.3);<br />
4. A priorità di apertura, <strong>misurazione media pesata al centro</strong> (1/30s, f/4.5).</p>
<p>La differenza di esposizione tra le tre fotografie è minima, ma l’esempio di <em>Misurazione Parziale</em>, dal mio punto di vista, è il compromesso migliore tra luce ed esposizione per questo particolare soggetto.</p>
<p>Avete qualche consiglio da dare in merito? Voi che modalità di misurazione utilizzate solitamente?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Priorità di tempo o di apertura &#8211; 2 modalità di scatto</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/119/priorita-di-tempo-o-di-apertura-2-modalita-di-scatto/</link>
		<comments>http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/119/priorita-di-tempo-o-di-apertura-2-modalita-di-scatto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 13:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Per iniziare]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[priorità]]></category>
		<category><![CDATA[profondità di campo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle passate settimane abbiamo parlato dell&#8217;esposizione e dei tre elementi che la determinano: Apertura, Tempo di posa e ISO, scoprendo come ognuno di questi elementi sia determinante per il risultato che si vuole ottenere. Ora facciamo un&#8217;ulteriore passo avanti esaminando due modalità di scatto (che io utilizzo molto frequentemente in caso abbia poco tempo per pensare) e che le buone fotocamere implementano:
Modalità a priorità di tempo e modalità a priorità di apertura
Una piccolo preambolo
Abbiamo visto come i tre elementi che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/06/modallita_di_scatto.jpg" rel="lightbox[119]"><img class="alignleft" style="margin-right: 4px;" title="Priorità di apertura e priorità di tempo" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/06/modallita_di_scatto.jpg" alt="Priorità di apertura e priorità di tempo" width="200" height="133" /></a>Nelle passate settimane abbiamo parlato dell&#8217;esposizione e dei tre elementi che la determinano: <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/">Apertura</a>, <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/">Tempo di posa</a> e <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/">ISO</a>, scoprendo come ognuno di questi elementi sia determinante per il risultato che si vuole ottenere. Ora facciamo un&#8217;ulteriore passo avanti esaminando due <strong>modalità di scatto</strong> (che io utilizzo molto frequentemente in caso abbia poco tempo per pensare) e che le buone fotocamere implementano:</p>
<p>Modalità <strong>a priorità di tempo</strong> e modalità <strong>a priorità di apertura</strong></p>
<h3>Una piccolo preambolo</h3>
<p>Abbiamo visto come i tre elementi che compongono il <strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/">triangolo dell&#8217;esposizione</a></strong> siano strettamente dipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro, in particolar modo l&#8217;<a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/"><strong>apertura del diaframma</strong></a> e la<strong> <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/">velocità dell&#8217;otturatore</a></strong> (o tempo di esposizione o tempo di posa).<br />
Aumentando l&#8217;apertura si lascia penetrare più luce. Di conseguenza sarà necessario un tempo di esposizione minore.<br />
Al contrario, se aumentiamo il tempo durante il quale il nostro otturatore rimane aperto, dobbiamo ridurre la dimensione del diaframma per ottenere una fotografia bene esposta.</p>
<p><span id="more-119"></span></p>
<h3>Le modalità a &#8220;priorità&#8221;</h3>
<p>Le modalità <strong>a priorità di Tempo e di Apertura</strong> sono dette &#8220;<strong>Semi-automatiche</strong>&#8221; o &#8220;<strong>Semi-manuali</strong>&#8220;, dal momento che la metà delle decisioni viene presa dal fotografo, mentre l&#8217;altra metà sono elaborate automaticamente dalla fotocamera. Cerchiamo di capire nel dettaglio come funzionano:</p>
<div>
<h3>Modalità a priorità di apertura</h3>
<p>(indicato di solito col simbolo  ‘A’ o Av’ sulla fotocamera)</p>
<p>Questa modalità viene utilizzata quando il fotografo desidera scegliere l&#8217;apertura del diaframma che più gli è congeniale, lasciando alla fotocamera il compito di settare il tempo di esposizione, in modo che la foto risulti ben esposta.</p>
<p><strong>Quando è più indicato utilizzare la modalità a priorità di apertura?<br />
</strong><span style="font-size: xx-small;"><em>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/dglenn/" target="_blank">Daniel the Glenn</a>)</em></span><strong></strong></p>
<p><img style="float: right; margin-left: 4px;" title="Priorità di apertura" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/06/priorita_di_apertura.jpg" alt="" width="150" height="225" />Come sappiamo, l&#8217;apertura del diaframma <strong>influenza la <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/242/la-profondita-di-campo/">profondità di campo</a></strong> di una fotografia cioè la porzione di immagine che sarà a fuoco. Massime aperture del diaframma creano foto dove una porzione del soggetto è a fuoco, mentre aperture minori generano immagini con una nitidezza continua, sia nei primi piani che nello sfondo.<br />
Se vogliamo quindi avere un controllo totale sulla profondità di campo, allora è consigliabile affidarsi alla modalità <strong>a priorità di apertura</strong>: noi settiamo l&#8217;apertura e la fotocamera compensa l&#8217;esposizione decidendo il giusto<strong> tempo di esposizione</strong>. Non dobbiamo più scervellarci, come facevamo in fotografia tradizionale, per trovare il giusto compromesso fra i due elementi.</p>
<p>Tenete sempre a mente, che se utilizziamo aperture minori del diaframma, la fotocamera tenderà ad aumentare il tempo di esposizione, che nel caso si allunghi a più di 1/60 di secondo, genererà con molta probabilità delle foto mosse; in questo caso ricordate sempre di utilizzare un cavalletto</p></div>
<div>
<h3>Modalità a priorità di tempo</h3>
<p>(indicato di solito col simobolo Tv o S)</p>
<p>In questa modalità di scatto, il fotografo <strong>sceglie il tempo di esposizione</strong> e lascia alla fotocamera la scelta dell&#8217;apertura del diaframma.</p>
<p><strong>Quando è più indicato utilizzare la modalità a priorità di tempo?<br />
</strong><span style="font-size: xx-small;"><em>(fotografia di <a href="http://www.flickr.com/photos/petervanallen/" target="_blank">petervanallen)</a></em></span><strong></strong></p>
<p><img style="float: left; margin-right: 4px;" title="Fotografare a priorità di tempo" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/06/priorita_di_tempo.jpg" alt="Fotografare a priorità di tempo" width="180" height="193" />Il tempo di esposizione determina la nitidezza di una fotografia, soprattutto quando i soggetti sono in movimento (l&#8217;acqua di una cascata per esempio); elevate velocità di scatto &#8220;congelano il movimento&#8221;, mentre tempi più lunghi creano scie nei soggetti in movimento.</p>
<p>Se quindi volete concentrarvi su questo dettaglio, scattate in modalità a priorità di tempo.</p>
<p>Al contrario della modalità a priorità di apertura, qui dovete tenere a mente che tempi <strong>molto brevi</strong> di scatto impongono <strong>grandi aperture</strong>, che, come detto prima, influenzano la profondità di campo della vostra fotografia.</p>
<h3>Praticate le due modalità</h3>
<p>Come abbiamo visto, queste due modalità ci danno un maggior controllo sulla nostra immagine senza comprometterne l&#8217;esposizione, ma richiedono inizialmente un pò di pratica.</p>
<div>Spesso è consigliato affidarsi a queste modalità semi-automatiche, piuttosto che fare &#8220;<strong>bracketing</strong>&#8221; in modalità manuale e scattare la stessa fotografia utilizzando impostazioni sempre diverse.</div>
<div>Tenete sempre d&#8217;occhio i parametri che la vostra fotocamera sceglie per compensare l&#8217;esposizione, per evitare aperture eccessive o tempi di esposizione troppo lunghi.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INTRODUZIONE AL CONCETTO DI APERTURA IN FOTOGRAFIA</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/</link>
		<comments>http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 18:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[profondità di campo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni passati ho scritto una serie di post relativi al concetto di &#8220;esposizione&#8221; in fotografia digitale, in particolare quando si scatta in modalità manuale. Abbiamo visto che l&#8217;esposizione è determinata da 3 fattori che compongono il cosiddetto triangolo dell&#8217;esposizione:

ISO &#8211; sensibilità del sensore.
Velocità dell&#8217;otturatore o tempo di posa.
Apertura.

Avendo già parlato dei primi due punti, oggi mi voglio soffermare su questo terzo concetto:
COS&#8217;E&#8217; L&#8217;APERTURA (DEL DIAFRAMMA)?
All&#8217;interno dell&#8217;obiettivo è presente un piccolo diaframma che, a seconda della nostra scelta, può aprirsi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni passati ho scritto una serie di post relativi al concetto di &#8220;esposizione&#8221; in fotografia digitale, in particolare quando si scatta in modalità manuale. Abbiamo visto che l&#8217;esposizione è determinata da 3 fattori che compongono il cosiddetto <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/">triangolo dell&#8217;esposizione</a>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/">ISO &#8211; sensibilità del sensore</a>.</li>
<li><a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/">Velocità dell&#8217;otturatore o tempo di posa</a>.</li>
<li>Apertura.</li>
</ul>
<p>Avendo già parlato dei primi due punti, oggi mi voglio soffermare su questo terzo concetto:</p>
<h3>COS&#8217;E&#8217; L&#8217;APERTURA (DEL DIAFRAMMA)?</h3>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/apertura-diaframma1.jpg" rel="lightbox[112]"><img class="alignleft" title="Apertura del diaframma" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/apertura-diaframma1.jpg" alt="Apertura del diaframma" width="185" height="139" /></a>All&#8217;interno dell&#8217;obiettivo è presente un piccolo <strong>diaframma </strong>che, a seconda della nostra scelta, può aprirsi o chiudersi facendo entrare così più o meno luce. (foto a sx: fotografia.it).</p>
<p>L&#8217;<strong>apertura </strong>si misura secondo una scala di numeri, chiamati &#8220;<strong>f-stop</strong>&#8221; i cui valori variano secondo una scala predeterminata: <a name="0470147660"></a> f/2.8, f/4, f/5.6,f/8,f/22 ecc.</p>
<p><span id="more-112"></span></p>
<p>Spostandosi di un valore (o di uno stop) la misura dell&#8217;apertura del diaframma raddoppia o dimezza (minore il valore numerico e maggiore è l&#8217;apertura &#8211; dipende comunque dal tipo di obiettivo che si utilizza) raddoppiando o dimezzando così la quantità di luce che penetra.</p>
<p>Per capire meglio, date un&#8217;occhiata al video proposto di seguito che mostra come funziona il diaframma in un obiettivo fotografico</p>
<p style="text-align: center;">[youtube lwfEcyA1Jio]</p>
<p>Tornando al concetto del <strong>triangolo dell&#8217;esposizione</strong> è chiaro che dimezzando la quantità di luce che entra è necessario raddoppiare il tempo di esposizione o la sensibilità del sensore ( a parità di condizioni ambientali e risultati che si vogliono ottenere).</p>
<p>L&#8217;apertura del diaframma rappresenta uno degli elementi della fotografia più <strong>creativi</strong>, dal momento che determina un fattore compositivo estremamente importante e ignorato da coloro che utilizzano fotocamere manuali: la <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/242/la-profondita-di-campo/"><strong>profondità di campo</strong></a>.</p>
<p>La profondità di campo (che approfondirò successivamente con spiegazioni fisico ottiche) è la porzione dell&#8217;immagine che risulta nitida, diciamo contrapposta al resto che appare sfocato.</p>
<p>Nell&#8217;immagine in basso, la foto di sinistra è stata scattata utilizzando un&#8217;ampia apertura, per cui soltanto una porzione di essa risulta completamente nitida, cosa contraria accade nella foto di destra dove, utilizzando una piccola apertura,  tutta la scena appare nitida.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-114 aligncenter" title="Come cambia l\'immagine al variare della profondità di campo" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/profondita_di_campo.jpg" alt="Come cambia l\'immagine al variare della profondità di campo" width="460" height="154" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;"><em>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/25140019@N07/">alan x gregory</a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">Dall&#8217;esempio appena citato appare chiaro che ampie aperture del diaframma sono più indicate per fotografie in cui si vuole focalizzare l&#8217;attenzione su un solo soggetto, come nei foto ritratti, mentre nelle fotografie panoramiche e di paesaggi è più indicato utilizzare aperture ridotte aumentando i tempi di esposizione.</p>
<p style="text-align: left;">Naturalmente la <strong>creatività </strong>è dalla vostra parte e potete sfruttare questo elemento espositivo per dare diverse sfaccettature alla vostra immagine.<br />
Per iniziare provate a riprendere la stessa scena utilizzando diverse aperture e notate i risultati.</p>
<p style="text-align: left;">Ricordate:</p>
<ul>
<li>Minore è il numero del &#8220;f-stop&#8221; e maggiora sarà l&#8217;apertura (molti fotografi alle prime armi si confondono in questa direzione).</li>
<li>Se utilizzate piccole aperture e tempi di esposizione lunghi, affidatevi ad un cavalletto per ottenere foto perfettamente nitide.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA VELOCITA&#8217; DELL&#8217;OTTURATORE O TEMPO DI POSA &#8211; INTRODUZIONE</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/</link>
		<comments>http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 May 2008 15:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[otturatore]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>

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		<description><![CDATA[In precedenza ho parlato 
del triangolo 
dell&#8217;esposizione, e 
cioè dei tre elementi che 
concorrono a determinare 
l&#8217;esposizione di una 
fotografia, se si vuole 
scattare una fotografia in 
modalità manuale. Questi 
tre principali elementi sono 
Iso,
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In precedenza ho parlato del <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/" target="_blank">triangolo dell’esposizione</a>, e cioè dei tre elementi che concorrono a determinare l’esposizione di una fotografia, se si vuole scattare una fotografia in modalità manuale.</p>
<p>Questi tre principali elementi sono <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/" target="_blank">Iso</a>, <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/">Apertura (del diaframma)</a> e Velocità dell’otturatore (o tempo di posa).</p>
<h3>Cos’è la velocità dell’otturatore?</h3>
<p>Sostanzialmente, la velocità dell’otturatore, rappresenta &#8220;la quantità di tempo in cui l’otturatore rimane aperto&#8221;; dato che l’unità di misura di tale movimento è il tempo, è a mio parere più corretto definirla &#8220;<strong>tempo di apertura</strong>&#8221; o &#8220;<strong>tempo di posa</strong>&#8220;.<br />
L’otturatore è un dispositivo che con la sua apertura permette il passaggio della luce e la conseguente impressione dell’immagine sul sensore (nelle fotocamere digitali) e sulla pellicola (nelle fotocamere tradizionali).</p>
<p>Ecco alcuni dettagli che possono aiutare a capire meglio il concetto esposizione legato alla velocità dell’otturatore:</p>
<p><span id="more-105"></span></p>
<ul>
<li><strong>Il tempo di posa è misurato in secondi e </strong><strong>frazioni, </strong>secondo una scala costante in cui ogni valore è il doppio del suo precedente: es. 1/1000sec. &#8211; 1/500 &#8211; 1/250 &#8211; 1/125 &#8211; 1/60 e così via fino ad un tempo che in alcune fotocamere può essere illimitato.</li>
<li>Tempi di esposizione molto brevi vengono utilizzati in situazioni di estrema luminosità, come all’aria aperta in pieno sole; infatti il sensore in questi casi viene impressionato molto velocemente e tempi più lunghi generano normalmente fotografie &#8220;sovraesposte&#8221;</li>
<li><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/1_th.jpg" alt="" width="200" height="290" /><strong>Tempi di esposizione brevi </strong>sono impiegati quando si vuole catturare una scena in cui il soggetto è in movimento, e non si vuole avere il classico effetto sfumato, frequente in questo tipo di scatti (fotografia sportiva ad esempio).<br />
Se scattiamo in interni, dove la luce è scarsa, e comunque vogliamo tenere un tempo di apertura breve, dobbiamo necessariamente ricorrere ad un aumento della sensibilità del sensore e quindi aumentare l’ISO (per questo le fotocamere digitali di un certo livello sono più indicate per un tipo di fotografia più professionale).<br />
Nella foto accanto un tempo di posa breve ha &#8220;<strong>congelato</strong>&#8221; la caduta delle gocce d’acqua <span style="font-size: xx-small;"><em>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/szefi/" target="_blank">szefi)</a></em></span></li>
<li>Con tempi di posa lunghi, le <strong>immagini in movimento</strong> (come ad esempio l’acqua di un fiume che scorre o una  cascata) avranno un <strong>effetto scia</strong> generato da tale movimento.<br />
Inoltre in tali casi è molto facile che tutta l’immagine risulti mossa, dal momento che il nostro corpo non assicura una stabilità ottimale durante lo scatto. E’ quindi consigliato l’utilizzo di un <strong>cavalletto</strong> per velocità che vanno da 1/60 di secondo in su (1/30, 1/15 ecc).</li>
<li><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/1_5th.jpg" rel="lightbox[105]"><img class="alignright" style="margin-right: 4px;" title="1_5th" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/1_5th.jpg" alt="" width="200" height="161" /></a>La scelta del tempo di posa è determinata, oltre che dai fattori di luminosità esterni, dall’effetto che vogliamo ottenere sulla nostra fotografia; di nuovo: se vogliamo congelare un soggetto che si muove rapidamente, utilizzeremo un tempo di esposizione breve, in caso contrario, se vogliamo l’effetto scia (come nella foto accanto) utilizzeremo tempi più lunghi.</li>
<li>Il tempo di apertura, ritornando al concetto espresso parlando del <strong>triangolo dell’esposizione</strong>, condiziona anche <strong>l’apertura del diaframma</strong>: se riduciamo il tempo di apertura da 1/60 ad 1/125, ad esempio, la quantità di luce che entrerà sarà <strong>dimezzata</strong>, per cui dovremo necessariamente aprire di uno stop il diaframma.</li>
<li><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/2_th.jpg" rel="lightbox[105]"><img style="float: right; margin-left: 4px;" title="2_th" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/2_th.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Alcune fotocamere reflex, offrono la possibilità di tempi di posa molto lunghi (parliamo di 30 secondi o in modalità B &#8211; tempo illimitato) che sono ideali per situazioni di scarsissima luminosità come foto notturne e per creare particolari effetti di luce. <span style="font-size: xx-small;"><em>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/aparis99/" target="_blank">aparis99</a>)</em></span></li>
</ul>
<p>Come sempre il consiglio è quello di sperimentare con il triangolo dell’esposizione per ottenere effetti sempre nuovi e per imparare ad ottenere il meglio dalla nostra fotocamera.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INTRODUZIONE AL CONCETTO DI ISO IN FOTOGRAFIA DIGITALE</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/</link>
		<comments>http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 19:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[iso]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>

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		<description><![CDATA[COS’E’ L’ISO?
Nella fotografia tradizionale (con pellicola) l’ISO (o ASA) è l’indicatore della sensibilità della pellicola alla luce è misurato con valori numerici (avrete sicuramente visto sulle pellicole le indicazioni &#8211; 100, 200, 400, 800 ecc). Minore il numero e minore è la sensibilità della pellicola e la grana che la compone è più fine, con la conseguenza di avere foto con meno disturbo. Questo concetto si spiega in termini chimici che non ho intenzione di affrontare in questo post.
In fotografia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>COS’E’ L’ISO?</h3>
<p><strong>Nella fotografia tradizionale (con pellicola) </strong>l’<strong>ISO</strong> (o <strong>ASA</strong>) è l’indicatore della sensibilità della pellicola alla luce è misurato con valori numerici (avrete sicuramente visto sulle pellicole le indicazioni &#8211; <strong>100, 200, 400, 800</strong> ecc). Minore il numero e minore è la sensibilità della pellicola e la grana che la compone è più fine, con la conseguenza di avere foto con meno disturbo. Questo concetto si spiega in termini chimici che non ho intenzione di affrontare in questo post.</p>
<p>In fotografia digitale, l’ISO misura la <strong>sensibilità alla luce</strong> del sensore della fotocamera. Il principio è simile a quello della pellicola tradizionale: minore è il numero e meno sensibile è la fotocamera alla luce, così come la grana sull’immagine scattata.</p>
<p>Impostazioni di ISO elevate sono utilizzate in situazioni di scarsa luminosità per utilizzare minori tempi di <strong>esposizione </strong>(ad esempio in manifestazioni sportive in interno quando vogliamo catturare soggetti in movimento, laddove un tempo di esposizione troppo lungo genererebbe sfocature dell’immagine), sebbene questo genera immagini con maggiore presenza di disturbo.</p>
<p><span id="more-42"></span><br />
<!--adman--><br />
Nelle immagini sotto si comprende la differenze della <strong>grana dell’immagine </strong>al variare dei valori di ISO. L’immagine a sinistra è stata scattata a 100 ISO mentre quella di destra a <strong>3200 ISO</strong></p>
<p><img src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/iso-1-t1.jpg" border="0" alt="Iso-1" hspace="4" vspace="10" width="450" height="274" /></p>
<p>Il <strong>100 ISO</strong> è quello più comunemente usato da tutti i fotografi amatoriali per la semplicità di utilizzo in condizioni normali di luce.</p>
<p>La maggior parte dei fotografi alla prime armi tende ad utilizzare la propria macchina fotografica in modalità &#8220;<strong>manuale</strong>&#8220;, lasciando alla fotocamera la scelta <strong>dell’ISO </strong>appropriato in base alle condizioni ambientali di luce, ma molte fotocamere permettono di scegliere l’ISO in modo manuale.<br />
Quando scegliete manualmente l’ISO specifico per il vostro scatto noterete che i valori di <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/"><strong>apertura </strong></a>e di tempo di esposizione cambieranno (ricordate il <a title="Il triangolo dell’esposizione" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/" target="_blank">triangolo dell’esposizione</a>?); per esempio, portando l’ISO da 100 a 400 potrete scattare utilizzando una minore apertura del diaframma e <a title="Cos'è la velocità dell'otturatore o tempo di posa?" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/">velocità maggiori dell’otturatore</a><br />
Per una corretta scelta dell’ISO è comunque giusto porsi alcune domande:</p>
<ol>
<li><strong>Luce</strong> &#8211; Il soggetto è ben illuminato?</li>
<li><strong>Grana</strong> &#8211; Voglio ottenere una foto com grana spessa o senza disturbo?</li>
<li><strong>Treppiedi</strong> &#8211; Sto usando un cavalletto?</li>
<li><strong>Soggetto in movimento</strong> &#8211; Il soggetto dell’inquadratura è fermo o si sta muovendo?</li>
</ol>
<p>Se siamo in condizioni di luce piena, desideriamo ottenere una foto senza disturbo, utilizziamo un cavalletto e il soggetto è fermo, è consigliabile utilizzare un’impostazione di ISO bassa.</p>
<p>Al contrario, supponiamo sia buio,se desideriamo ottenere una foto con grana grossa, non disponiamo di un treppiedi e il soggetto è in movimento, allora è quasi un obbligo aumentare il valore dell’ISO per poter scattare con un’alta velocità dell’otturatore e ottenere comunque una foto ben esposta. Naturalmente (ma era il nostro intento) teniamo a mente che queste foto avranno una buona dose di disturbo.</p>
<p>Ci sono situazioni in cui è necessario aumentare i valori di ISO al massimo come in:</p>
<ul>
<li><strong>Eventi sportivi in interni</strong> &#8211; dove i soggetti si muovono velocemente e vi poca luce ambientale.<br />
<img src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/img3.png" border="0" alt="img3" hspace="4" vspace="10" width="400" height="266" /><br />
<small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/andrewnemo/" target="_blank">Andrew Nemiroski</a></small></li>
<li><strong>Concerti</strong> &#8211; anche qui c’è poca luce ambientale e spesso i flash sono vietati.</li>
<li><strong>Gallerie d’arte, Chiese</strong> ecc- molte gallerie hanno regole rigide in merito all’utilizzo di flash (siete mai stati gli Uffizi di Firenze o al Louvre di Parigi?) e naturalmente anche qui non ci possiamo aspettare ambienti bene illuminati.</li>
<li><strong>Feste di compleanno </strong>- il momento del soffio delle candeline in una stanza scura può dare un buon effetto che sarebbe rovinato dall’utilizzo del flash. Aumentare l?ISO può aiutare a catturare in modo corretto la scena.<br />
<img src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/img2.png" border="0" alt="img2" hspace="4" vspace="10" width="400" height="320" /><br />
<small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/gianelli/" target="_blank">gia.nelli</a> ( notate la grana grossa dell’immagine ).</small></li>
</ul>
<p>L&#8217;ISO è una caratteristica molto importante in fotografia e padroneggiarla richiede applicazione e sperimentazione di combinazioni sempre diverse</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CAPIRE L&#8217;ESPOSIZIONE &#8211; IL TRIANGOLO DELL&#8217;ESPOSIZIONE</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/</link>
		<comments>http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Per iniziare]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[iso]]></category>
		<category><![CDATA[profondità di campo]]></category>
		<category><![CDATA[tempo di posa]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando dell&#8217;&#8221;esposizione&#8221;, ci sono tre elementi che bisogna prendere in considerazione, il cosiddetto &#8220;triangolo dell&#8217;esposizione&#8221;.
Ognuno di questi tre elementi del triangolo si riferisce alla luce e al modo in cui entra e interagisce con la fotocamera.
Questi tre elementi sono:
1. ISO - la misura della sensibilità alla luce del sensore della fotocamera digitale.
2. APERTURA  &#8211; la dimensione dell&#8217;apertura del diaframma all&#8217;interno dell&#8217;obiettivo al momento dello scatto della foto
3. VELOCITA&#8217; DELL&#8217;OTTURATORE &#8211; il tempo durante il quale l&#8217;otturatore della macchina rimane ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-27" title="Capire l\'esposizione, il triangolo dell\'esposizione" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/triangolo_esposizione.png" alt="" />Parlando dell&#8217;&#8221;esposizione&#8221;, ci sono tre elementi che bisogna prendere in considerazione, il cosiddetto &#8220;triangolo dell&#8217;esposizione&#8221;.</p>
<p>Ognuno di questi tre elementi del triangolo si riferisce alla <strong>luce</strong> e al modo in cui entra e interagisce con la fotocamera.<br />
Questi tre elementi sono:</p>
<p>1. <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/42/introduzione-al-concetto-di-iso-in-fotografia-digitale/" target="_blank"><strong>ISO</strong> </a>- la misura della sensibilità alla luce del sensore della fotocamera digitale.<br />
2. <strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/" target="_blank">APERTURA</a> </strong> &#8211; la dimensione dell&#8217;apertura del diaframma all&#8217;interno dell&#8217;obiettivo al momento dello scatto della foto<br />
3. <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/" target="_blank"><strong>VELOCITA&#8217; DELL&#8217;OTTURATORE</strong></a> &#8211; il tempo durante il quale l&#8217;otturatore della macchina rimane aperto</p>
<p>Dall&#8217;intersezione di questi elementi si ricava quella che è definita l&#8217;<strong>esposizione di un&#8217;immagine</strong>.</p>
<p><span id="more-26"></span><!--adman--></p>
<p>E&#8217; importante tenere presente che il cambiamento di uno di questi elementi, in fluenzerà anche gli altri, dal momento che sono strettamente dipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Quindi quando si regola ognuno di questi elementi, bisogna tenere a mente tutti gli altri.</p>
<h3>Alcune metafore per capire il concetto di esposizione in fotografia digitale:</h3>
<p>Molta gente descrive la relzione tra ISO, Apertura e Velocità dell&#8217;otturatore usando diverse metafore che ne facilitano la comprensione. Ve ne voglio illustrare un paio, anche se questi elementi saranno semplificati nei post a venire.</p>
<h3>La finestra</h3>
<p><small>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/mnadi/">Mnadi</a></small></p>
<p><img src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/finestra.jpg" alt="Capire l'esposizione in fotografia" align="left" />Immaginate che la vostra macchina digitale sia come una finestra con le imposte che si aprono e si chiudono. L&#8217;apertura del diaframma corrisponde alla dimensione della finestra: più è grande la finestra e maggiore sarà la quantità di luce che entra</p>
<p>La velocità dell&#8217;otturatore corrisponde al tempo in cui le imposte delle finestre rimangono aperte; più le lasciate aperte e più luce entra.</p>
<p>Ora immaginate di essere all&#8217;interno della stanza e di indossare occhiali da sole. In quel momento i vostri occhi diventano meno sensibili alla luce, e questo in pratica corrisponde alla sensibilità ISO</p>
<p>Ci sono quindi vari modi per incrementare la luce all&#8217;interno della stanza ( o la vostra percezione della luce): potete aumentare il tempo in cui tenete aperte le imposte della finstea, aumentare la dimensione della finestra o togliervi gli occhiali da sole.<br />
Forse non è l&#8217;esempio perfetto ma come inizio può aiutare a capire</p>
<h3>Abbronzarsi al sole</h3>
<p><small>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/11899670@N08/" target="_blank">Mandi Corti</a></small><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-29" title="sumbaking" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/05/sumbaking.jpg" alt="" width="250" height="188" />Un altro esempio che può aiutare a capire il concetto dell&#8217;esposizione è quello di paragonarlo all&#8217;azione di prendere il sole.</p>
<p>Non tutti i tipi di pelle sono uguali: alcuni sono più scuri e tendono ad abbronzarsi più facilmente, mentre altri, più chiari, tendono a bruciarsi con poche ore di sole. Ecco, diciamo che la pelle può essere paragonata all&#8217;<strong>ISO</strong> di una macchinetta, la sensibilità con cui questa reagisce alla luce solare.</p>
<p><strong>La velocità dell&#8217;otturatore</strong>, in questo esempio, è come il tempo che passate ad abronzarvi sotto al sole. Più tempo passate sotto ai raggi solari, e maggiore è la possibilità di abbronzarsi (col rischio però di rialzarsi bruciati, o meglio &#8220;sovraesposti&#8221;)</p>
<p>L&#8217;<strong>Apertura</strong> è come la crema protettiva che applicate alla vostra pelle. Le creme protettive bloccano i raggi solari a diversi gradi di schermatura, che possono essere ricondotti alla dimensione dell&#8217;apertura del diaframma: protezione totale significa apertura minima mentre protezione zero significa apertura totale.</p>
<p>Per capire come i tre elementi si combinano fra di loro ci basta immaginare che una persona di pelle sensibile dovrà applicare una protezione totale, allungando perciò il tempo di esposizione al sole (in realtà l&#8217;esempio  un pò fuorviante  &#8211; nonostante efficace per la comprensione &#8211; dal momento che pellicole o sensori molto sensibili non vengono utlizzati in condizioni di estrema luminosità e anzi vengono utilizzati per foto in interni con condizioni critiche di luce); se invece utilizziamo una protezione molto bassa (aumentiamo l&#8217;apertura) avremo bisogno di un minor tempo di esposizione al sole (velocità dell&#8217;otturatore).</p>
<p>Come ho anticipato prima, capire il concetto di esposizione in fotografia è qualcosa che è difficile spiegare con metafore così semplici. Avere padronanza dell&#8217;arte dell&#8217;esposizione fotografica è qualcosa che richiede molta pratica e sperimentazione. Anche i fotografi professionisti non finiscono mai di sperimentare nuove combinazioni in condizioni di luce differenti, dando alle loro fotografie una connotazione di volta in volta unica e irripetibile.<br />
Infatti la variazione degli elementi del triangolo dell&#8217;esposizione non ha effetti esclusivamenti sulla riuscita di luce della foto, ma influenza anche altri elementi compositivi (l&#8217;apertura del diaframma determina la <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/242/la-profondita-di-campo/">profondità di campo</a>, l&#8217;ISO determina la grana dell&#8217;immagine, e la velocità dell&#8217;otturatore determina il modo in cui un <a href="http://www.fotografia-digitale.info/segreti-della-fotografia/11/evitare-e-correggerte-le-fotografie-sfocate/">movimento viene catturato</a>).</p>
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