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	<title>Fotografia digitale blog - Corso di fotografia digitale, corsi, fotografia, reflex, nikon, canon &#187; Princìpi</title>
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	<description>Scuola di fotografia digitale, foto d'autore, techniche fotografiche, fotoritocco</description>
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		<title>Le modalità P/A/S/M</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Molte fotocamere compatte digitali offrono una vasta quantità di programmi di ripresa, alcune ne presentano 15-20, molti dei quali in automatico e predisposti per situazioni particolari. Ogni programma è indicato con delle icone stilizzate come ad esempio la modalità ritratto, paesaggio, foto soggetti in movimento, etc. Per ognuno di questi programmi, la fotocamera imposta tempi e diaframma adatti alla situazione.
Oltre a queste modalità di scatto automatico, alcune compatte presentano delle funzioni che lasciano al fotografo il controllo dello scatto. Illustriamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/10/modalita-di-scatto.png" rel="lightbox[1574]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1586" title="Le modalità P/A/S/M" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/10/modalita-di-scatto.png" alt="Le modalità P/A/S/M" width="572" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Molte <strong>fotocamere <a title="DIFFERENZA FRA COMPATTE E REFLEX (DIGITALI)" href="http://www.fotografia-digitale.info/tecnologia/10/differenza-fra-compatte-e-reflex-digitali/">compatte</a> digitali</strong> offrono una vasta quantità di <strong>programmi di ripresa</strong>, alcune ne presentano 15-20, molti dei quali in <strong>automatico</strong> e predisposti per situazioni particolari. Ogni programma è indicato con delle icone stilizzate come ad esempio la modalità <strong>ritratto</strong>, <strong>paesaggio</strong>, <strong>foto soggetti in movimento</strong>, etc. Per ognuno di questi programmi, la fotocamera imposta tempi e diaframma adatti alla situazione.</p>
<p>Oltre a queste modalità di scatto automatico, alcune compatte presentano delle funzioni che lasciano al fotografo il controllo dello scatto. Illustriamo ora le <strong>funzioni non automatiche</strong> delle modalità <strong>P/A/S/M</strong>, la sigla cui significa sta per: <strong>P = Program</strong>, <strong>A = Aperture Priority</strong>,<strong> S = Shutter Priority</strong>, <strong>M = Manual</strong>.</p>
<h3>Modalità Programma-P</h3>
<p>Questo tipo di modalità è simile a quella automatica <strong>AUTO</strong>, infatti ambedue lasciano alla fotocamera la scelta dell&#8217;<strong><a title="INTRODUZIONE AL CONCETTO DI APERTURA IN FOTOGRAFIA" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/">apertura del diaframma</a></strong> e della<strong> <a title="LA VELOCITA’ DELL’OTTURATORE O TEMPO DI POSA – INTRODUZIONE" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/105/la-velocita-dellotturatore-o-tempo-di-posa-introduzione/" target="_blank">velocità dell&#8217;otturatore</a></strong>, l&#8217;unica differenza e che la modalità P permette di intervenire ad esempio sul bilanciamento del bianco, la compensazione dell&#8217;esposizione, la misurazione spot, foto macro, etc.</p>
<p>In sintesi, la <strong>modalità Programma-P</strong>, rende certa in modo automatico la corretta combinazione di apertura e di tempo di esposizione, permettendo allo stesso tempo di intervenire manualmente su altri parametri importanti. Infatti per adattarsi ad un&#8217;illuminazione ambientale, con la <strong>modalità P si può scegliere manualmente il bilanciamento del bianco</strong>.</p>
<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/10/modalita-p.jpg" rel="lightbox[1574]"><img class="aligncenter size-large wp-image-1579" title="Le funzioni delle modalità di scatto P-A-S-M" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/10/modalita-p-574x430.jpg" alt="Le funzioni delle modalità di scatto P-A-S-M" width="574" height="430" /></a></p>
<h3>Modalità Priorità di apertura-A</h3>
<p>Selezionando questa modalità il fotografo può <strong>scegliere manualmente l&#8217;<a title="INTRODUZIONE AL CONCETTO DI APERTURA IN FOTOGRAFIA" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/112/introduzione-al-concetto-di-apertura-in-fotografia/" target="_blank">apertura del diaframma</a></strong>, ovvero controllare la <a title="La profondità di campo" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/242/la-profondita-di-campo/" target="_blank">profondità di campo</a>, lasciando calcolare automaticamente alla fotocamera il tempo di <a title="CAPIRE L’ESPOSIZIONE – IL TRIANGOLO DELL’ESPOSIZIONE" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/26/capire-lesposizione-il-triangolo-dellesposizione/" target="_blank">esposizione</a> più conveniente.</p>
<p>Infatti seguendo la regola: grande apertura (basso valore f) = minore profondità di campo, piccola apertura (alto valore f)= grande profondità di campo, con piccole aperture la fotocamera sceglierà tempi lunghi, mentre con grandi aperture sceglierà tempi brevi.</p>
<p>Quindi la <strong>modalità Priorità di apertura-A</strong> è utile quando si vuole una bassa profondità di campo, ovvero uno<strong> sfondo sfocato</strong> (catturando immagini in macro ad esempio), oppure in foto-ritratto in cui il soggetto deve risaltare sullo sfondo.</p>
<h3>Modalità Priorità dei Tempi di posa-S</h3>
<p>Contrariamente alla modalità P, la <strong>Priorità del tempo di posa-S</strong> lascia al fotografo la <strong><a title="Priorità di tempo o di apertura – 2 modalità di scatto" href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/119/priorita-di-tempo-o-di-apertura-2-modalita-di-scatto/" target="_blank">scelta del tempo</a></strong> mentre la fotocamera controlla automaticamente l&#8217;apertura del diaframma. Con questo tipo di modalità possiamo scegliere se bloccare un soggetto in movimento oppure sfocarlo con la scia.</p>
<p>Perfetta per gli <strong>scatti in <a title="Catturare l’effetto movimento in fotografia" href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/560/catturare-leffetto-movimento-in-fotografia/" target="_blank">scene di sport</a></strong>, la modalità S si può selezionare solo se si ha molta luce a disposizione, poichè per tempi veloci sono necessari aperture di diaframma molto ampie.</p>
<h3>Modalità Manuale -M</h3>
<p>Con questo tipo di<strong> modalità M</strong> si ha il <strong>pieno controllo dello scatto</strong>, dall&#8217;apertura del diaframma al tempo di scatto, la fotocamera interviene automaticamente solo per la misurazione della <a title="L’importanza della messa a fuoco e trucchi per migliorarla" href="http://www.fotografia-digitale.info/segreti-della-fotografia/226/limportanza-della-messa-a-fuoco-e-trucchi-per-migliorarla/" target="_blank">luminosità ambientale</a>, per una corretta esposizione.</p>
<p>Particolarmente utile, la <strong>modalità M per scatti esterni con flash</strong>, per assicurare tempi lunghi in modo tale che il diaframma sia aperto mentre interviene il flash; ideale per la <strong><a title="Trucchi e consigli per fotografare al buio" href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/1015/trucchi-e-consigli-per-fotografare-al-buio/" target="_blank">fotografia notturna</a></strong>, per<strong> lunghe esposizioni</strong> e per lavorare in <strong><a title="Il vostro giardino come studio fotografico" href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/836/il-vostro-giardino-come-studio-fotografico/" target="_blank">studi o set fotografici</a></strong> in cui la luminosità è controllata.</p>
<h3>Concludendo</h3>
<p>Saper utilizzare le funzioni delle <strong>modalità P/A/S/M</strong> permette di avere una personalizzazione e flessibilità che l&#8217;automatismo delle modalità preimpostate non danno, garantendo risultati migliori.</p>
<p>Utilizzandole  frequentemente e comprendendo con la pratica l&#8217;efficacia di queste modalità avrete presto grandi soddisfazioni.</p>
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		<title>Fotografia digitale al servizio del marketing</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 15:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Gavagnin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia e marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[La globalizzazione dei mercati , l’internazionalizzazione delle imprese, le evoluzioni dei comportamenti della domanda e lo sviluppo di nuove tecnologie hanno reso sempre più complesse le strategie di marketing che hanno dovuto fare leva su nuove tecniche di comunicazione per raggiungere i propri clienti.
È in questa logica che nasce il nuovo approccio al marketing, definito marketing emozionale, secondo il quale l’organizzazione capace di far vivere esperienze ed emozioni memorabili ai propri clienti dispone di un notevole vantaggio competitivo. Le nuove ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/04/marketing-emozionale.png" rel="lightbox[1081]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1100" title="Marketing emozionale" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/04/marketing-emozionale-226x300.png" alt="Marketing emozionale" width="226" height="300" /></a>La globalizzazione dei mercati , l’internazionalizzazione delle imprese, le evoluzioni dei comportamenti della domanda e lo sviluppo di nuove tecnologie hanno reso sempre più complesse le strategie di marketing che hanno dovuto fare leva su nuove tecniche di comunicazione per raggiungere i propri clienti.</p>
<p>È in questa logica che nasce il nuovo approccio al marketing, definito <strong>marketing emozionale</strong>, secondo il quale l’organizzazione capace di far vivere esperienze ed emozioni memorabili ai propri clienti dispone di un notevole vantaggio competitivo. Le nuove tecnologie hanno assunto un ruolo sempre più importante coinvolgendo sempre più da vicino i consumatori.</p>
<p>La <strong>fotografia digitale</strong> sta prendendo il posto della televisione con strumento principale dell’ <em>experiential marketing</em> che tende a valorizzare la natura e le attese di clienti in modo più articolato. La <strong>fotografia digitale</strong>, a differenza della televisione, stimola gli utenti in modo differenziato e modulare, tenendo pur sempre conto che gli individui fanno normalmente parte di comunità, gruppi e culture.</p>
<p>Grazie allo sviluppo delle tecnologie è sempre più facile effettuare politiche di comunicazione mirate: lo sviluppo di internet ha indirizzato gli operatori del marketing ad una logica di sperimentazione secondo un processo di osservazione continua in grado di sviluppare e riformulare le proposte sulla base delle esigenze.</p>
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		<title>Trucchi e consigli per fotografare al buio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 14:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante le ore notturne dobbiamo abituarci a lavorare con fonti luminose molto diverse l&#8217;una dalle altre, a differenza del giorno in cui la luce a nostra disposizione è solo quella del sole.
Un primo problema da affrontare è sicuramente il bilanciamento del bianco: infatti un settaggio risulterà corretto per alcune zone dell&#8217;immagine e scorretto per altre. Cerchiamo di capire come sfruttare questa situazione  a nostro vantaggio. La scelta del bilanciamento del bianco che ci sembra scorretto spesso crea delle luci molto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-motturna.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="foto-notturna" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-motturna-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Durante le ore notturne dobbiamo abituarci a lavorare con fonti luminose molto diverse l&#8217;una dalle altre, a differenza del giorno in cui la luce a nostra disposizione è solo quella del sole.</p>
<p>Un<strong> primo problema </strong>da affrontare è sicuramente il bilanciamento del bianco: infatti un settaggio risulterà corretto per alcune zone dell&#8217;immagine e scorretto per altre. Cerchiamo di capire come sfruttare questa situazione  a nostro vantaggio. La scelta del bilanciamento del bianco che ci sembra scorretto spesso crea delle luci molto piacevoli e originali, questo grazie all&#8217;unione delle lunghe esposizioni di tonalità e gradazioni.</p>
<p>Un <strong>secondo problema</strong> è dato dalla gestione della differenza di intensità luminosa tra fonti di illuminazione (lampioni, faretti, insegne, etc.); in questi casi è facile ritrovarsi con punti luminosi isolati immersi in un mare di nero. Per questo è corretto sovraesporre, bruciando le puntiformi sorgenti di luce, per donare dettaglio alle ombre.</p>
<h3>Luna e stelle</h3>
<p>Fotografare la luna e le stelle comporta una serie di difficoltà legate soprattutto  all&#8217;esposizione e al controllo del movimento.Contrariamente a quanto si possa pensare, la lune e le stelle sono soggetti molto luminosi e un&#8217;esposizione corretta della luna in condizioni di cielo tersi può avere intorno a f/8 E 1/125 di secondo.</p>
<p>La luna e le stelle, a causa del loro movimento con velocità a volte davvero sorprendente, non sono soggetti immobili, infatti in alcuni casi con tempi superiori ai 30 secondi, sono a rischio mosso; ad esempio le stelle, dopo lunga esposizione, potrebbero lasciare lunghe strisce bianche nel cielo.</p>
<h3>Il movimento<a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-notturna-auto.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="alignright size-medium wp-image-1022" title="foto-notturna-auto" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-notturna-auto-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></h3>
<p>I soggetti che nelle foto notturne sono in movimento, potrebbero lasciare delle vere e proprie scie di luce alle nostre foto che potremmo scegliere, per le nostre immagini, come elementi caratterizzanti e importanti. Ad esempio, le automobili che corrono nelle strade, gli aerei, i treni o le navi in movimento, o anche una semplice sigaretta o il display di un telefonino, potrebbero essere gli elementi caratterizzanti delle nostre foto notturne, sta a noi scegliere di evitare questo effetto a seconda della foto che volgiamo scattare e dal soggetto in questione. Infatti le scie luminose potrebbero essere un elemento di disturbo in uno scatto, meno in un altro.</p>
<h3>La neve e la pioggia di notte<a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-notturna-neve.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="alignright size-medium wp-image-1021" title="foto-notturna-neve" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/02/foto-notturna-neve-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></h3>
<p>Grazie ad una ripresa notturna e all&#8217;effetto di una luce artificiale, la neve e la pioggia possono assumere un aspetto diverso e originale: ad esempio la luce di un lampione può creare un&#8217;influenza interessante sulla pioggia e la neve che cade, in questa scena gli elementi si evidenziano e acquistano un&#8217;atmosfera scenica, donando un carattere unico alle nostre foto.</p>
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		<title>Illuminazione fotografica</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/968/illuminazione-fotografica/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 08:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Per iniziare]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[flash integrato]]></category>
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		<category><![CDATA[illuminazione fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[luce e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[regolazione ISO automatica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;illuminazione fotografica, a differenza degli altri tipi di illuminazione, è stata studiata specificamente per fotocamere e un limitato numero di soggetti. Mentre la maggior parte dei tipi di illuminazione si applica sia alla fotografia digitale che a quella tradizionale, il digitale ha introdotto alcuni cambiamenti importanti, anche se in modo lento e poco rivoluzionario.
Sappiamo che il flash integrato è una luce generica che va bene su molti soggetti, ma che presenta seri limiti se utilizzata per scopi professionali. L&#8217;illuminazione in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/01/luce-fotografia-digitale.jpg" rel="lightbox[968]"><img class="alignleft size-medium wp-image-969" title="luce-fotografia-digitale" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2011/01/luce-fotografia-digitale-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>L&#8217;illuminazione fotografica, a differenza degli altri tipi di illuminazione, è stata studiata specificamente per fotocamere e un limitato numero di soggetti. Mentre la maggior parte dei tipi di illuminazione si applica sia alla fotografia digitale che a quella tradizionale, il digitale ha introdotto alcuni cambiamenti importanti, anche se in modo lento e poco rivoluzionario.</p>
<p>Sappiamo che il flash integrato è una luce generica che va bene su molti soggetti, ma che presenta seri limiti se utilizzata per scopi professionali. L&#8217;illuminazione in studio è una componente importante, professionale e molto costosa e man mano che i produttori specializzati migliorano le loro attrezzature, aumentano le possibilità di scelta per un&#8217;illuminazione adeguata a ogni bisogno specifico. Per questo, per un problema iniziale di costo, la maggior parte dei fotografi si specializza, almeno all&#8217;inizio, in una sola tipologia di illuminazione.</p>
<p>In passato, i grandi sforzi legati all&#8217;illuminazione erano dovuti alla pellicola, come ad esempio i flash da studio prodotti tra gli anni 60-70, studiati appositamente per una resa cromatica fedele.  Oggi, poichè il digitale è più flessibile nella resa dei colori e, nella maggior parte delle fotocamere moderne, anche nella sensibilità (regolazione ISO standard più sensibile), la fotografia digitale non necessita di illuminazioni da studio potenti e costose. Infatti l&#8217;alta sensibilità dei sensori associata al meccanismo di bilanciamento del bianco, permette di utilizzare qualsiasi fonte luminosa.<br />
Se siete soliti utilizzare soltanto un flash portatile, rimarrete sorpresi di come, con poco sforzo e tempo, si possano raggiungere buoni risultati, infatti esso permette di scattare fotografie in condizioni di luce scarsa o inesistente, offrendo il suo meglio con soggetti molto colorati o dalle tonalità sgargianti. Questo grazie ai sofisticati sistemi di misura di esposizione delle moderne fotocamere, che si attivano per miscelare la luce del flash con quella presente nella scena per fornire risultati accettabili.</p>
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		<title>Sunny 16 &#8211; Una semplice regola fotografica</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[Tips & tricks]]></category>
		<category><![CDATA[apertura del diaframma]]></category>
		<category><![CDATA[principi fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[regola sunny f/16]]></category>
		<category><![CDATA[regole di fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[segreti di fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[techiche fotograiche]]></category>

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		<description><![CDATA[
La regola Sunny f/16 o Sunny 16 è un espediente mnemonico utilizzato dai fotografi per ricordare una particolare impostazione per la corretta esposizione alla luce solare. Inizialmente elaborato per la fotografia su pellicola (il che è ovvio, dato che molte delle &#8220;regole di base&#8221; che circolano in questo ambiente, come la suddetta, nascono per la fotografia su pellicola)  per aiutare a stabilire l&#8217;esposizione senza l&#8217;uso di esposimetri, Sunny 16 può essere applicato anche alla fotografia digitale.
La regola di base ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/04/sunny_day.jpeg" rel="lightbox[933]"><img class="aligncenter size-large wp-image-934" title="Regola del f/16" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2010/04/sunny_day-574x430.jpg" alt="Regola del f/16" width="402" height="301" /></a>
<p style="text-align: left;">La regola Sunny f/16 o Sunny 16 è un <strong>espediente mnemonico</strong> utilizzato dai fotografi per ricordare una particolare impostazione per la corretta esposizione alla luce solare. Inizialmente elaborato per la fotografia su pellicola (il che è ovvio, dato che molte delle &#8220;regole di base&#8221; che circolano in questo ambiente, come la suddetta, nascono per la fotografia su pellicola)  per aiutare a stabilire l&#8217;esposizione senza l&#8217;uso di esposimetri, Sunny 16 può essere applicato anche alla <strong>fotografia digitale</strong>.<span id="more-933"></span></p>
<blockquote><p><em>La regola di base afferma che, in una giornata di sole, il fotografo deve impostare l&#8217;apertura del diaframma a f/16 e la durata dell&#8217;esposizione all&#8217;incirca dello stesso valore in centesimi di secondo, in rapporto all&#8217;ISO in uso.</em></p></blockquote>
<p><!--adman--><br />
Per esempio, se il fotografo sta scattando ad ISO pari a 100, la durata di esposizione dovrà essere circa 1/100, massimo 1/150. Con ISO a 200, velocità di apertura pari a 1/200, massimo 1/250 e così via.</p>
<p>Le corrispondenze di <strong>f-stop, ISO e durata di esposizione</strong> possono essere appicati ad ogni condizione di luce, con piccole variazioni:</p>
<ul>
<li><strong>f/16 &#8211; soleggiato, ombre distinte</strong></li>
<li><strong>f/11 &#8211; leggermente nuvoloso, le ombre hanno i bordi sfumati</strong></li>
<li><strong>f/8 &#8211; nuvoloso, le ombre si vedono appena</strong></li>
<li><strong>f/5.6 &#8211; molto nuvoloso, ombre non visibili</strong></li>
</ul>
<p>Con l&#8217;opzione di autoesposizione presente sulle fotocamere odierne è facile che il grosso del lavoro lo faccia automaticamente la macchina. Tuttavia, quando si scatta è sempre bene tenere a mente le regole di base della fotografia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piccolo glossario fotografico</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ci si avvicina al mondo della fotografia, possiamo incontrare alcune parole poco familiari che possono suonarci in modo strano. Possiamo avere un aiuto prezioso da Google, ma non dobbiamo dimenticare che nel cyberspazio è facile trovare informazioni errate e fuorvianti.
Ecco alcuni termini di frequente utilizzo, e il loro vero significato.
1. BOKEH
“Bokeh” è un termine che significa “visione confusa” o “confusione mentale”. L&#8217;origine del termine sembra essere giapponese.
È utilizzato spesso per descrivere le fotografie sfocate sullo sfondo, o con forte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci si avvicina al mondo della fotografia, possiamo incontrare alcune parole poco familiari che possono suonarci in modo strano. Possiamo avere un aiuto prezioso da Google, ma non dobbiamo dimenticare che nel cyberspazio è facile trovare informazioni errate e fuorvianti.</p>
<p>Ecco alcuni termini di frequente utilizzo, e il loro vero significato.</p>
<h3><strong>1. BOKEH</strong></h3>
<p><strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/bokeh.jpg" rel="lightbox[674]"><img class="alignleft size-full wp-image-677" title="Fotografia Bokeh" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/bokeh.jpg" alt="Fotografia Bokeh" width="180" height="119" /></a>“Bokeh”</strong> è un termine che significa “<strong>visione confusa</strong>” o “<strong>confusione mentale</strong>”. L&#8217;origine del termine sembra essere giapponese.<br />
È utilizzato spesso per descrivere le <strong>fotografie sfocate sullo sfondo</strong>, o con forte presenza di <strong>macchie di luce circolari</strong>.<br />
È difficile dire qual è la pronuncia esatta di “<strong>bokeh</strong>”. Alcuni pronunciano il termine in modo che faccia rima con “<strong>polka</strong>” ma altri affermano che si pronuncia “<strong>boke</strong>” che fa rima con “<strong>broke</strong>”.<br />
Ci sono diversi gruppi su <strong>Flickr </strong>specializzati in <strong>bokeh </strong>e tanti fotografi che si vantano di scattare stupende immagini in <strong>bokeh </strong>senza l&#8217;aiuto di <strong>Photoshop </strong>(con Photoshop puoi creare un effetto bokeh usando spennellate di colore o strati di texture).<br />
Si possono trovare interessanti informazioni sul bokeh a <a href="http://www.rickdenney.com/bokeh_test.htm" target="_blank">questo link.</a></p>
<p>Potete anche personalizzare l&#8217;effetto bokeh che desiderate ottenere, leggete<a href="http://www.fotografia-digitale.info/segreti-della-fotografia/850/fai-da-te-costruite-il-vostro-bokeh/" target="_blank"> questo articolo che vi spiega come farlo</a>! <span id="more-674"></span></p>
<h3><strong>2.ETEREO</strong></h3>
<p><strong></strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-eterea.jpg" rel="lightbox[674]"><img class="size-thumbnail wp-image-678 alignleft" title="fotografia eterea" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-eterea-150x150.jpg" alt="fotografia eterea" width="150" height="150" /></a>Alcuni fotografi, o gli estimatori più esigenti, hanno una spiccata propensione per le fotografie con caratteristiche <em>eteree</em>.<br />
La definizione di “<strong>etereo</strong>” è: “<em>ciò che concerne l&#8217;altro mondo</em>”. Una definizione alternativa: “<em>pervaso di un&#8217;inusuale delicatezza o raffinatezza</em>”.<br />
La fotografia che ha caratteri eterei tende ad essere <strong>surreale</strong>, come un sogno.<br />
Le <strong>textures </strong>per raggiungere questo effetto si possono trovare <a href="http://www.florabellacollection.com/" target="_blank">qui </a></p>
<h3>3.VINTAGE</h3>
<p><strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-vintage.jpg" rel="lightbox[674]"><img class="size-full wp-image-679 alignleft" title="Fotografia Vintage" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-vintage.jpg" alt="Fotografia Vintage" width="180" height="121" /></a>Vintage </strong>è un termine piuttosto semplice. Sta ad indicare fotografie che danno l&#8217;impressione di avere qualcosa di <strong>vecchio nel soggetto</strong>, nei colori o nelle textures e che spesso troviamo nei cassetti dei ricordi dei nostri genitori.<br />
Un&#8217;immagine può essere resa <strong>vintage </strong>utilizzando alcune impostazioni presenti in programmi come <strong>Lightroom</strong>,  o utilizzando textures e strumenti di Photoshop.<br />
Alcuni presettaggi vintage possono essere scaricati gratis <a href="http://www.lightroomkillertips.com/?s=vintage" target="_blank">qui </a>o anche <a href="http://www.florabellacollection.com/" target="_blank">qui</a>.</p>
<h3><strong>4.MONOCROMO</strong></h3>
<p><strong></strong><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-monocromatica.jpg" rel="lightbox[674]"><img class="alignleft size-full wp-image-676" title="Fotografia Monocromatica" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/fotografia-monocromatica.jpg" alt="Fotografia Monocromatica" width="189" height="126" /></a>E&#8217; solo un&#8217;altra parola per definire “<strong>scala di grig</strong>i”. Alcuni utilizzano “<strong>monocromo</strong>” anche alla stregua di <strong>“bianco e nero”</strong>. In realtà non è esattamente la stessa cosa, in quanto il monocromo, come la scala di grigi, indica le diverse sfumature di uno stesso  colore mentre bianco e nero non sono due gradazioni di uno stesso colore ma sono essi stessi due colori diversi.<br />
Potrebbe anche essere riferito ad una foto color <strong>seppia </strong>o <strong>blu</strong>, purché la foto sia colorata tutta con sfumature di uno stesso colore.</p>
<p>Se avete qualche termine da aggiungere al nostro micro dizionario, commentate il post.</p>
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		<title>SIMMETRIA: Breve guida per l&#8217;utente</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 09:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle principali caratteristiche dell&#8217;uomo, e degli oggetti che in genere compongono la natura, è propriamente detta simmetria. Se osserviamo un essere umano, notiamo che è formato da 2 parti perfettamente uguali fra di loro in opposizione simmetrica.
Ora, la simmetria può essere definita in diverse maniere a seconda del campo di studi a cui ci si riferisce, che sia la matematica, la fisica, la geometria e l&#8217;estetica, ma cerchiamo di rendere la questione più semplice possibile.
Il tipo di simmetria a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/vitruviano2.jpg" rel="lightbox[640]"><img class="alignleft size-medium wp-image-647" title="Simmetria" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/vitruviano2-267x300.jpg" alt="Simmetria" width="160" height="180" /></a>Una delle principali caratteristiche dell&#8217;uomo, e degli oggetti che in genere compongono la natura, è propriamente detta <strong>simmetria</strong>. Se osserviamo un essere umano, notiamo che è formato da 2 parti perfettamente uguali fra di loro in <strong>opposizione simmetrica</strong>.</p>
<p>Ora, la <strong>simmetria</strong> può essere definita in diverse maniere a seconda del campo di studi a cui ci si riferisce, che sia la <strong>matematica</strong>, la <strong>fisica</strong>, la <strong>geometria</strong> e l&#8217;<strong>estetica</strong>, ma cerchiamo di rendere la questione più semplice possibile.<span id="more-640"></span></p>
<p>Il tipo di simmetria a cui il nostro occhio è più abituato è la “<strong>riflessione</strong>”. Accanto alla riflessione, i quattro tipi di simmetria che più frequentemente incontriamo sono:</p>
<ul>
<li><strong>Simmetria di riflessione assiale<br />
</strong></li>
<li><strong>Simmetria di rotazione</strong></li>
<li><strong>Simmetria di traslazione</strong></li>
<li><strong>Simmetria di riflessione su un piano</strong></li>
</ul>
<p>Vediamoli nel dettaglilo:</p>
<h3>Simmetria di riflessione assiale</h3>
<p><img class="size-full wp-image-641 alignnone" title="Simmetria assiale" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/simmetria1.jpg" alt="Simmetria assiale" width="500" height="215" /></p>
<p><small>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/stevemillis/" target="_blank">Steve Millis</a>)</small></p>
<p>La <strong>riflessione</strong> è ciò che si vede in uno specchio. O almeno questa è la definizione che si dà generalmente&#8230;</p>
<p>Se si traccia una retta (solitamente verticale) lungo un asse di simmetria, ogni forma o punto su un lato della retta si trova alla stessa distanza dalla retta della forma o punto corrispondente nell&#8217;altro lato della retta.</p>
<h3>Simmetria di rotazione</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-642" title="Simmetria Rotazionale" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/iris.jpg" alt="Simmetria Rotazionale" width="334" height="332" /></p>
<p>La <strong>simmetria di rotazione</strong> si ha quando si fa ruotare un oggetto, una forma, attorno ad un suo punto (detto “origine”). Si può osservare simmetria di rotazione ad esempio nelle ceramiche o semplicemente in un piatto circolare.</p>
<h3>Simmetria di traslazione</h3>
<p><img class="size-full wp-image-644 alignnone" title="Simmetria di traslazione" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/simmetria-traslazione.jpg" alt="Simmetria di traslazione" width="495" height="328" /></p>
<p>La <strong>simmetria di traslazione</strong> è semplice da mostrare ma difficile da definire. Si ha quando un oggetto viene fatto scivolare su un piano. Non viene capovolto o ruotato attorno ad un asse ma è come se venisse creato un duplicato dell&#8217;oggetto.</p>
<h3>Simmetria di riflessione su un piano</h3>
<p><img class="size-medium wp-image-646 alignnone" title="Simmetria su un piano" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/10/simmetria-piano-300x285.jpg" alt="Simmetria su un piano" width="300" height="285" /></p>
<p>Un ottimo esempio di simmetria di riflessione su un piano sono le <strong>orme degli animali</strong>, o le <strong>impronte di un uomo</strong> sulla sabbia. Sono apparentemente riflesse, ma sono anche spostate lungo l&#8217;asse.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simmetria" target="_blank">Wikipedia elenca altre interessanti tipologie di simmetria</a> e vi invito a visitare la pagina per più esaurienti spiegazioni.</p>
<p>Potete ammirare altri esempi di utilizzo della simmetria in fotografia, <a href="http://www.fotografia-digitale.info/tecniche/composizione/653/fotogallery-la-simmetria-nella-natura-che-ci-circonda/">visitando la relativa fotogallery</a>.</p>
<p><small>fonte: <a href="http://www.beyondphototips.com" target="_blank">Beyond Photo Tips</a><br />
</small></p>
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		<title>Sole e cielo terso</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/507/sole-e-cielo-terso/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>

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		<description><![CDATA[La condizione più comune di luce naturale è quella del sole con cielo terso; senza l&#8217;effetto delle nuvole e degli agenti atmosferici, la luce risulta essere prevedibile nell&#8217;arco dell&#8217;intera giornata.
Sappiamo che l&#8217;arco della luce del sole dipende dalla stagione e dalla latitudine; i livelli di luce aumentano con l&#8217;altezza della posizione del sole che si alza al mattino e cala alla sera, ma che risulta abbastanza stabile durante le ore centrali del giorno. La luminosità massima si ha quando il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/04/3250564074_0e8dd2870f1.jpg" rel="lightbox[507]"><img class="alignleft size-medium wp-image-509" title="Scattare fotografie col cielo terso" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/04/3250564074_0e8dd2870f1-300x225.jpg" alt="3250564074_0e8dd2870f1" width="300" height="225" /></a>La condizione più comune di <a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/499/la-luce-naturale/" target="_blank"><strong>luce naturale</strong></a> è quella del sole con cielo terso; senza l&#8217;effetto delle nuvole e degli agenti atmosferici, la luce risulta essere prevedibile nell&#8217;arco dell&#8217;intera giornata.<br />
Sappiamo che l&#8217;<strong>arco della luce del sole</strong> dipende dalla stagione e dalla latitudine; i livelli di luce aumentano con l&#8217;altezza della posizione del sole che si alza al mattino e cala alla sera, ma che risulta abbastanza stabile durante le ore centrali del giorno. La luminosità massima si ha quando il sole è a circa 40 gradi dall&#8217;orizzonte e il tempo che resta &#8230;.<span id="more-507"></span> in questa posizione varia anch&#8217;esso a seconda della stagione e della latitudine.<br />
Mentre in inverno non raggiunge mai questa posizione, ai Tropici rimane per 7 ore, in estate a una latitudine media, fino a 8 ore. In una giornata invernale, in Europa e in Nord America, i livelli di luce variano continuamente dall&#8217;alba al tramonto mentre in estate, nelle ore centrali della giornata, si mantengono abbastanza stazionari.</p>
<h3>L&#8217;atmosfera disperde la luce</h3>
<p>L&#8217;atmosfera attenua l&#8217;<strong>intensità della luce</strong> che risulta più forte ad altitudini maggiori; disperde, inoltre alcune lunghezze d&#8217;onda in modo selettivo, soprattutto quelle che si trovano nella parte blu dello spettro (le più corte). Questo effetto dispersivo della luce determina la colorazione blu del cielo e quella rossa del sole.<br />
Durante l&#8217;alba ed il tramonto, quando i raggi solari sono obliqui e attraversano uno strato maggiore d&#8217;atmosfera subendo la dispersione massima, il cielo tende a colorarsi di rosso. A seconda del luogo e del giorno, l&#8217;effetto dell&#8217;atmosfera può generare sull&#8217;alba e sul tramonto variazioni di colore che vanno dal giallo al rosso.</p>
<p>Il colore blu e la luminosità del cielo (<strong>skylight</strong>) sono totalmente deboli rispetto alla luce diretta del sole che il loro effetto riflettente si percepisce solo nei soggetti in ombra. Oltre a ciò, in una giornata particolarmente tersa, un ulteriore problema è posto dagli elementi circostanti il soggetto, che riflettono la luce colorata, e , dalle zone in ombra: prati verdi, muri di edifici, ecc..</p>
<h3>Il cielo come studio fotografico</h3>
<p>Per molti aspetti, il cielo terso in una limpida giornata di sole è paragonabile ad un enorme studio fotografico, dove il sole rappresenta l&#8217;unica fonte luminosa e il cielo blu circostante una superficie riflettente colorata.<br />
Gli oggetti, siano essi palazzi, persone o paesaggi, sono illuminati in maniera diretta dal riflesso blu del cielo.<br />
Durante le ore centrali del giorno, quando il sole è alto, è spesso il blu del cielo ed il soggetto, che colpito dalla luce del sole la riflette (ad esempio i tetti di un edificio).<br />
In una giornata limpida e luminosa nella scena fotografica vi è un&#8217;accuratezza dei particolari sia nelle ombre che nelle aree illuminate che non accadrebbe in una giornata nuvolosa.</p>
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		<title>La luce naturale</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/499/la-luce-naturale/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 07:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
				<category><![CDATA[Princìpi]]></category>
		<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; unica fonte di luce naturale è il sole, infatti sia il cielo che la luna brillano di luce riflessa.
La quantità di tipologie di illuminazione create dal sole è infinita, la sua posizione è la prima variabile che influenza l&#8217;illuminazione: spostandosi nel cielo a diverse altezze a seconda dell&#8217;orario, della latitudine e della stagione.
Se al variare della sua posizione aggiungiamo anche l&#8217;angolo di incidenza dei raggi solari sulla fotocamera, che può essere frontale, posteriore o laterale, si ottiene un numero ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-501" title="luce" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2009/04/luce-300x225.jpg" alt="luce" width="240" height="180" />L&#8217; unica fonte di luce naturale è il sole, infatti sia il cielo che la luna brillano di luce riflessa.<br />
La quantità di tipologie di illuminazione create dal sole è infinita, la sua posizione è la prima variabile che influenza l&#8217;illuminazione: spostandosi nel cielo a diverse altezze a seconda dell&#8217;orario, della latitudine e della stagione.<br />
Se al variare della sua posizione aggiungiamo anche l&#8217;angolo di incidenza dei raggi solari sulla fotocamera, che può essere frontale, posteriore o laterale, si ottiene un numero enorme di possibili combinazioni tra sole, fotocamera e soggetto.<span id="more-499"></span></p>
<h3><strong>L&#8217;ambiente che ci circonda quanto influenza le nostre foto?</strong></h3>
<p>Prima di raggiungere la scena, il <strong>sole </strong>deve attraversare l&#8217;atmosfera che ne attenua la luminosità all&#8217;aumentare dello spessore. La diffusione della luce del sole crea anche la colorazione blu del cielo e la variazione del colore della luna che passa dal giallo al rosso.</p>
<p>Le <strong>condizioni meteorologiche</strong> incidono molto filtrando e riflettendo a loro volta la luce solare: le nubi possono avere infinite forme e la nebbia, la foschia il pulviscolo, le polveri, la pioggia, la neve e l&#8217;inquinamento agiscono sul sole ognuno come un filtro diverso. Gli stessi ambienti colpiti dalla luce ne alterano le proprietà trattenendo una parte della luminosità e riflettendone un&#8217;altra. La luce solare viene quindi diffusa, assorbita in modo selettivo (causando variazioni di colore) e riflessa dalle superfici.</p>
<p>Se pensiamo alla luce naturale come un enorme studio fotografico dove il sole rappresenta un&#8217;unica lampada, gli agenti esterni equivarranno agli schermi di diffusione, ai filtri e ai riflettori. Ma al contrario di uno studio fotografico, l&#8217;unica variabile che può essere modificata dal fotografo è la posizione della fotocamera.<br />
Si rende quindi necessario comprendere a fondo i cambiamenti dell&#8217;illuminazione naturale per poter prevedere le migliori condizioni di  luce per l&#8217;immagine che si vuole ottenere. La scelta del punto di vista, il tempismo e soprattutto l&#8217;attesa sono le principali qualità richieste per fotografare con luce naturale.</p>
<ul>
<li>
<h3><a href="http://www.fotografia-digitale.info/principi/507/sole-e-cielo-terso/" target="_blank">Sole e cielo terso<br />
</a></h3>
</li>
</ul>
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		<title>Equipaggiamento fotografico: il cavalletto monopiede</title>
		<link>http://www.fotografia-digitale.info/principi/478/equipaggiamento-fotografico-il-cavalletto-monopiede/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 16:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andy2000</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cavalletto]]></category>
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		<category><![CDATA[ottenere foto nitide]]></category>
		<category><![CDATA[treppiede]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti noi conosciamo l&#8217;importanza di un solido cavalletto da utilizzare quando scattiamo fotografie in particolari situazioni: con poca luce, quando ci troviamo in posizioni scomode, per mettere a fuoco un soggetto molto velocemente;
ma vi hanno mai parlato dell&#8217;esistenza invece di un&#8217;altro strumento essenzialmente simile e molto versatile, il cavalletto monopiede?
Si tratta di un&#8217;asta solitamente in alluminio, che offre la possibilità ai fotografi di avere un supporto stabile in situazioni che richiedono massima prontezza di scatto; infatti si presenta come un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/12/450px-Monopod.jpeg" rel="lightbox[478]"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="Cavalletto monopiede" src="http://www.fotografia-digitale.info/wp-content/uploads/2008/12/450px-Monopod-225x300.jpg" alt="Cavalletto monopiede" width="225" height="300" /></a>Tutti noi conosciamo l&#8217;importanza di un solido <strong>cavalletto</strong> da utilizzare quando scattiamo fotografie in particolari situazioni: con poca luce, quando ci troviamo in posizioni scomode, per mettere a fuoco un soggetto molto velocemente;</p>
<p>ma vi hanno mai parlato dell&#8217;esistenza invece di un&#8217;altro strumento essenzialmente simile e molto versatile,<strong> il cavalletto monopiede?</strong></p>
<p>Si tratta di un&#8217;asta solitamente in alluminio, che offre la possibilità ai fotografi di avere un supporto stabile in situazioni che richiedono massima prontezza di scatto; infatti si presenta come un tubo telescopico che si apre con un solo gesto e offre un più che valido appoggio per la vostra <strong>fotocamera</strong>.</p>
<p><span id="more-478"></span></p>
<p>E&#8217; vero che con il monopiede si è soggetti comunque al movimento del corpo del fotografo, ma in mancanza di altre possibilità è una soluzione da non farsi mancare nel proprio equipaggiamento. Chiuso occupa uno spazio molto più ridotto rispetto al treppiede e se ne trovano di diverse marche e prezzi anche in internet.</p>
<p>Se volete farvi un&#8217;idea sull&#8217;utilità di questo strumento, guardate questo video che ritrae Yuri Arcurs, il più grande fotografo microstock del mondo, che ne espone i pregi e i difetti.</p>
<p>[youtube LOFkCZ6TtGQ]</p>
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